Robin Wiliams con le bretelle e la sua maglietta a righe arancioni, la faccia felice e stupefatta che a breve cominciò a conquistare i grandi schermi planetari, veniva proprio da un altro pianeta. Faceva ridere. E incredibile a dirsi, non diceva banalità.
Mork-Williams veniva da Ork, e studiava la Terra e i suo bizzarri abitanti come lo spettatore di una sit-com guarda una serie nuova di zecca e cerca di sopportare le risate finte di sottofondo, creando così in un delizioso gioco di rimandi surreali che ti facevano sentire a casa quando sbirciavi nella soffitta di Mindy.
Mork e le sue gote arrossate, gli occhi azzurri e felici, e la sua camminata legnosa e impacciata era spaventato e intimidito dalle relazioni con gli umani. Ma la curiosità ovviamente vinceva su tutto e noi strani terrestri venivamo guardati e studiati come in un acquario formato piccolo schermo risultando piccoli, davvero piccoli.
Mork era candido e sincero, surreale sì ma lucidissimo, un omone da abbracciare come un bambino. Un personaggio cavia insomma in cui Robin Wiliams cominciava a sperimentare facce e irresistibili smorfie che avremmo poi ritrovato nel camice di 'Patch Adams', nelllo chignon di 'Mrs. Doubtfire' e ancora di più nella fisicità del bambino precipitato nel corpo da adulto di 'Jumanji'.
Ci ha riprovato, molti anni dopo, a tuffarsi nella televisione seriale. Con The Crazy One. Stessa faccia di gomma irresistibile, qualche cravatta in più, un ruolo da produttore che gli permetteva di creare siparietti comici un po' con chiunque. Anche con la sua Mindy. Nel diciannovesimo episodio della serie infatti spunta Pam Dawber. Trent'anni dopo.
Chissà, magari se non fosse successo quello che è successo, avrebbero potuto cantare come jingle Nano Nano. Facendo l'incrocio delle mani. E noi con loro. Tanto la sappiamo tutta.
Robin Williams, un attore alieno venuto da Ork ...
di Beatrice Biondi "da Huffingtonpost.it

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